La supernova Jannik

La più luminosa tra le esplosioni stellari, la più luminosa tra le esplosioni dello sport italiano. Jannik Sinner è la supernova del tennis mondiale che, esplodendo, libera un’energia tale da rendere tutto maledettamente semplice nella galassia di questo sport. A partire dalla vittoria, declinata al singolare come concetto, al plurale come oggettività. Cincinnati, luogo sconosciuto ai più (tanti, molti di più di quelli che pensiate), da oggi diventa un punto sulla mappa del tennis italiano, quello dove la stella Jannik con tutta la sua forza, ha illuminato l’oscurantismo di alcune menti che lo vedevano “in crisi”, “non in forma”, “nella fase calante della stagione”. Tutto falso.

In stagione fanno due Master 1000, tre in totali se consideriamo la vittoria di Montreal dello scorso anno, tutti conquistati sul cemento, così come l’Australian Open. In totale, nel 2024, fanno cinque finali su cinque vinte quest’anno e, last bus non least, 12 tie break vinti degli ultimi 13 giocati . Insomma, questa è la crisi di Sinner, condannato a dover dimostrare, giorno dopo giorno, di essere sempre il numero 1, facendolo nell’unico modo che conosce: vincere. Senza dover scomodare troppo i primi turni, basti guardare le ultime due partite disputate in Ohio. Zverev, che lo aveva battuto nei precedenti 4 incontri, è uscito piuttosto ridimensionato dal confronto con Sinner, soprattutto mentalmente. Ne sono prova i due tie break vinti. Tie break timbrato dall’azzurro anche nella finale vinta con Tiafoe, prima di attivare la modalità cannibale, chiudendo il match in due set, con il punteggio di 7-6, 6-2. No way for Francis.

Alza le braccia al cielo Sinner, come a volersi scrollare di dosso delusione, amarezze e fraintendimenti. Da Parigi a Wimbledon per finire con la famosa tonsillite olimpica che ne ha compromesso la partecipazione. Insomma, un mese e mezzo di mattoni sgretolati con la potente calma dei più forti e la forza di chi è consapevole del proprio valore, soprattutto sul veloce. E velocemente si arriva a New York, per chiudere quel cerchio aperto slam aperto a Melbourne, in un immaginario tour che ha illuminato il mondo. Come una stella che esplode. 

Carlo Galati @thecharlesgram

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