
La Ferrari, dopo anni di patimenti e recriminazioni, ritorna a graffiare in modo netto e deciso nel Gran Premio degli Stati Uniti. Una vittoria che ha il sapore dell’antico, con Charles Leclerc, il giovane monegasco dal cuore saldo e dalla guida ferma, che ha condotto la SF-24 fino al traguardo. Questa gara, disputata su un circuito ostico e volubile come quello di Austin, rappresenta molto di più di un trionfo di giornata: è la prova che il Cavallino Rampante, forgiato nel mito, ha ancora nelle vene l’istinto del predatore. Già, perché la festa si completa grazie anche al secondo posto di Carlos Sainz, mettendo il punto esclamativo sull’87esima doppietta di casa Ferrari in Formula 1.
La gara si svolge su ritmi elevatissimi, com’è consuetudine nei moderni gran premi. Il muretto Ferrari, per una volta, si dimostra all’altezza della situazione: ogni pit stop è eseguito con tempismo chirurgico, ogni cambio gomme è studiato alla perfezione. La macchina non accusa flessioni, Leclerc mantiene una guida fluida e Sainz con dovizia e anche un po’ di mestiere tiene quella seconda posizione fino alla fine che significa trionfo e gioia. Era da Singapore 2019 che due rosse non arrivavano davanti a tutte. Non c’è spazio oggi per la dittatura olandese di Verstappen o l’esuberanza passionale del britannico Norris che devono accontentarsi del terzo e quarto posto, classifica sancita dalle decisioni post gara: alla fine arrivano cinque secondi di penalità a Lando Norris autore del sorpasso al tre volte campione del mondo della Red Bull a due giri dal termine, sorpasso giudicato irregolare dai giudici di gara.
Oggi però è la giornata di Leclerc e Sainz e del rosso Ferrari. Quando i due piloti tagliano il traguardo, la sensazione è quella di aver assistito a un momento se non storico, sicuramente importante: la Ferrari è tornata, e lo ha fatto da par suo, con l’onore e la nobiltà che le competono.
Carlo Galati @thacharlesgram