Il signore dello sport che guardava oltre lo sport

Rino Tommasi se n’è andato, a 90 anni. Novant’anni di curiosità, di eleganza, di quella competenza mai ostentata, mai gridata, sempre precisa e affilata. Una vita vissuta accanto allo sport, o forse dentro lo sport. Perché Rino Tommasi non era uno che stava ai margini a osservare; lo sport lo viveva, lo capiva, lo raccontava.

Veronese di nascita, la sua patria era ovunque ci fosse un campo da tennis o un ring. Era il tennis il suo amore più grande, raccontato con una voce pacata e complice accanto a Gianni Clerici, compagno di telecronache che, con il suo tono ironico, completava l’armonia di un duo nato per stare insieme, in una sorta di matrimonio giornalistico ineguagliabile. Quando sentivi Tommasi e Clerici, non ascoltavi solo una partita: ascoltavi storie, dettagli, aneddoti. Ti sembrava di essere lì, a bordo campo, godendo del viaggio.

Ma c’era anche la boxe, “la nobile arte”. Sul ring c’era il sudore, i colpi, le storie di uomini che salivano con i loro sogni e le loro paure; la raccontava così, con rispetto, con quella sua capacità unica di farti vedere ciò che succedeva oltre i guantoni. Ha organizzato incontri, commentato match epici, portato la boxe nelle case di chi magari non ci capiva nulla, ma alla fine della sua telecronaca si sentiva esperto.

E poi i numeri, precisi, meticolosi. Le sue statistiche nel tennis erano leggendarie. Sapeva tutto, ma non per vanità. Era un uomo che amava la verità, e i numeri, spesso, raccontano la verità più di mille parole.

Un uomo di classe. Nei modi, nelle parole, nello stile. Mai sopra le righe, mai fuori posto. Aveva quella rara capacità di mettere l’intelligenza al servizio del pubblico, senza mai far pesare la sua superiorità. Ti spiegava, ti portava dentro le cose, ma lo faceva con leggerezza, senza mai darti l’impressione che fossi ignorante.

Oggi che non c’è più, restano le sue parole, le sue cronache, la sua lezione di giornalismo. Non ha mai urlato, non ha mai inseguito la polemica facile. Ha sempre scelto la strada della competenza e dell’eleganza. E di uomini così, ce ne sono pochi. Di lui resterà il ricordo e una voce che attraverserà il tempo, indenne.

Carlo Galati

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