
Primoz Roglic ricorderà per sempre il Monte Mussari e la sua salita. Conquistata, vinta e con essa il Giro d’Italia. È infatti la cronoscalata della penultima tappa quella che ha deciso il re dell’edizione numero 106 della corsa rosa. Un re giusto, un re che fa suo uno scettro e una corona contesa fino all’ultimo con Geraint Thomas.
Impetuosa la sua salita verso la cima, lo sloveno ha vinto con il tempo di 44’23” e nonostante un incidente meccanico che ha causato un salto di catena e un’inevitabile rallentamento, il corridore della Jumbo si è esaltato pedalando sempre con estrema agilità, ha recuperato il distacco che lo separava da Geraint Thomas ed ha conquistato tappa e Giro.
Roglic ha firmato la sua impresa, conclusa in larime con l’abbraccio di tutti i suoi compagni di squadra, che sono rimasti al traguardo aspettando il loro capitano. L’uomo che aveva perso un Tour de France in una cronoscalata incredibile a La Planche des Belles Filles vince il Giro d’Italia con una cronoscalata incredibile a Monte Lussari, riprendendosi moralmente e pariteticamente qualcosa che gli era stato tolto. Le leggi non scritte dello sport hanno nuovamente segnato il passo.
Carlo Galati