Le lacrime di Claudio

Le lacrime bellissime di Claudio Ranieri, settantunenne, allenatore e gentiluomo, pesano da sole più della tanta pioggia caduta sul San Nicola.
Un uomo integro, un ottimo tecnico, un cuore grande così, all’ottantottesimo prende dal mazzo una carta sulla quale quest’anno nessuno avrebbe puntato un centesimo: Leonardo Pavoletti.


Confida proprio nel potere del cuore, della voglia di rivalsa, nella càbala persino.
E Pavoletti si trasforma in un magnifico jolly, regalando al nobile Cagliari la serie A, lasciando di ghiaccio la grande bellezza dello stadio barese, straripante di amore e passione biancorossa.
Piange a dirotto, Claudio.
Di gioia, di amore, di consapevolezza, perché di gioie così non gliene restano moltissime, complici le settuagenarie primavere.
La grande bellezza, all’improvviso, è lui: il romano de Roma innamorato dell’Isola di Gigi Riva.


Onore, allora, a Claudio Ranieri, Principe di Sardegna, officiante di un calcio che vorremmo non finisse mai.

Paolo Di Caro

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