Tour e Wimbledon: l’evento che diventa mito

Di solito a fine giugno si inizia ad immaginare quel periodo così tanto italico delle ferie d’agosto, fantasticando su come trascorrere giornate che poi, alla resa amara dei conti, risultano più stancanti della routine da cui si fugge, ma tant’è, va così. In realtà, per noi amanti dello sport, questo è il periodo dell’anno in cui vorremmo rinchiuderci a casa, evitare ogni socialità per immergerci totalmente nel Tour e vivere nella gioia di Wimbledon.

Da una parte le salite dei Pirenei e delle Alpi, con il Col de Marie Blanque o il mitico Puy de Dôme, dall’altra la bellezza senza fiato del verde dei campi dell’All England Club, con la regalità del Centre Court a farla da padrona. Due eventi sportivi che segnano la distanza tra l’eccellenza e tutto il resto, iconici già nel nome, universalmente riconosciuti come il massimo livello.

E poi loro, i protagonisti che hanno reso grandi negli anni questi due eventi trasformandoli in legenda; ciclisti e tennisti come novelli cantori di due mondi apparentemente lontani sostanzialmente vicini nell’esaltazione dell’uomo solo al comando, dell’atleta che si fa unico interprete del proprio destino. Si comincia domani con il Tour, lunedì con Wimbledon. Non resta che mettersi comodi.

Carlo Galati

Lascia un commento