Il gigante e la bambina

Gimbo arriva lì, alla terza prova a 2 metri e 29, in mezzo a una trentina di ragazze che stanno ultimando le fatiche di un Diecimila infinito e dolcissimo.
É con le spalle al muro, ma come sempre tira fuori il balzo della vita, supera l’asticella e scherza a 2.31, ipotecando la vittoria e scatenando l’Olimpico, fra gag clamorose e la mezza barba portafortuna.
Nella bolgia della pista, mentre tutto guardano il gigante, c’è la bambina Nadia, mezzofondista e talento puro, cristallino, già oro nei Cinquemila: schianta le inglesi, sembra passeggiare fino a due giri dalla fine, prima di piazzare la stoccata finale, per la medaglia d’oro e il record italiano.


Il gigante, nel frattempo, libera i demoni e salta fino a 2,37, sempre alla prima prova, mentre fa festa con ogni spettatore presente allo stadio.
Il gigante e la bambina, gli ennesimi ori dell’Atletica ritrovata, il Fort Knox di questo Campionato Europeo, il caveau blindato della Banca dei talenti d’Italia.
E adesso, con questa energia, tutti a Parigi.
La Bastiglia è lì, a portata di mano.

Paolo Di Caro

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