
Gregorio Paltrinieri lascia a Parigi l’impronta definitiva nella Hall of Fame dello sport italiano, sconfitto nei 1500 stile libero soltanto da un americano capace di battere il primato del mondo del cinese Sun Yang.
E non è finita, perché questo gigante del nuoto tricolore affronterà la 10 chilometri in acque libere: perché quando scrivi la storia, con due argenti in piscina, non vedi l’ora di riscriverla ancora.
E poi le nostre “bambine” d’oro del tennis italiano, Sara Errani e Jasmine Paolini: due campionesse integrali, capaci di vincere la prima olimpiade con la racchetta in mano per l’Italia, a Parigi, nel tempio del Roland Garros. Medaglia d’oro che consegna Sara Errani alla storia di questo sport, capace com’è stata a 37 anni di compiere il career golden slam in doppio: 37 anni come quel fenomeno di Djokovic, accumunati entrambi dall’aver raggiunto lo stesso obiettivo, nello stesso giorno, nello stesso luogo.
Una vittoria, lo sapevamo già, figlia dell’orgoglio, della forza di volontà e della crescita tennistica di due gemelle diverse che nel doppio hanno trovato la “fusione fredda”, la scintilla che ha acceso il nostro sacro fuoco di Olimpia per una delle imprese più belle, comunque vada, di questa edizione parigina.
Greg, Sara e Jasmine, un tatuaggio indelebile sul corpo vivo dello sport italiano.
Paolo Di Caro