Pecco, back to back

Vincere e riconfermarsi. La storia dello sport è piena di esempi che raccontano di campioni e della loro riconferma, di squadre leggendarie che nella serie di vittorie hanno trovato terreno fertile per far vivere le loro imprese. A questo ristretto gruppo di campioni si è unito un giovanotto che corre su una moto italiana e che ha vinto e rivinto come solo i più grandi sanno fare, perché Pecco Bagnaia è uno di loro.

Il ducatista vince il gp di Valencia e conferma il titolo iridato dello scorso anno, mentre un Jorge Martin indemoniato dopo due giri di gara rischia di tamponare il rivale e perde un sacco di posizioni, poi finisce nella ghiaia dopo aver mandato gambe all’aria l’incolpevole Marc Marquez. Nella storia della MotoGP, solo Valentino Rossi e il Cannibale catalano erano riusciti a rivincere il mondiale l’anno successivo. Pecco celebra una stagione bellissima che lo ha visto trionfare in 7 gp e 4 sprint race, ma anche salire in 12 altre occasioni sul podio.

Sul traguardo, è proprio Valentino Rossi ad abbraccialo, mettendo il suggello al terzo mondiale della sua carriera, compreso quello di Moto2 del 2018. Gli amici gli hanno preparato una coreografia, con un canestro da basket: schiaccia il pallone, s’infila al titolo il secondo anello iridato della MotoGP. Comincia la festa.

Carlo Galati

Bagnaia Ducati, sovranità motociclistica

Ci sono voluti cinquant’anni per rivedere il binomio moto italiana, pilota italiano, vincere un campionato del mondo. Era Giacomo Agostini sulla MV Agusta, è Pecco Bagnaia sulla Ducati, due piloti accumunati dall’ aver compiuto qualcosa di sensazionale con lo stesso metodo di lavoro.

Entrambi “usano” le prove per avere tutto sotto controllo al 100% prima di dare tutto, in qualifica e in gara. È un approccio che costringe a lavorare di più ma che, passo dopo passo, porta lontano, fino a diventare campioni del mondo.

Una vittoria che si può definire storica anche per altri motivi. E’ la prima volta di un italiano in testa alla motogp dopo 13 anni: prima di lui, nel 2009 Valentino Rossi. E’ la prima volta della Ducati dopo 15 anni: l’ultimo è stato Casey Stoner nel 2007. E poi come detto, 50 anni per rivedere il doppio tricolore sul tetto del mondo. Ed è bellissimo; una storia meravigliosamente italiana.

Carlo Galati

Rosso Ducati, rosso Bagnaia

Il rosso va di moda nel motorsport. Solitamente portabandiera del colore più iconico di questo mondo è sempre stata la Ferrari: il rosso Ferrari come colore iconico di vittorie, imprese e storia. Oggi quel colore sbiadito in formula 1, dovuto alle tante, troppe stagioni da dimenticare (compresa quest’ultima), è portato in trionfo dalle due ruote, dalla Ducati, da Pecco Bagnaia.

Nessun pilota su una Ducati ha mai fatto quello in cui è riuscito Pecco Bagnaia: vincere 4 gare di seguito. Il successo di oggi, a Misano, è stato il poker che il piemontese ha messo sul tavolo per dimostrare la propria forza. Venticinque punti pensanti in ottica mondiale, in una giornata in cui Quartararo ha avuto il fiato corto, Pecco ha dato un altro strattone alla classifica generale.

Una situazione quasi impossibile un mese fa, ma è tutto vero. Lo è grazie al talento sopraffino che il pilota italiano ha saputo mettere in sella alla sua Desmosedici, ma anche e soprattutto grazie al cambio di mentalità scattata in Pecco dopo le numerose delusioni in avvio di stagione. Delusioni che lo hanno scosso. Si spera che accada anche ad un altro rosso: quello Ferrari. Per ora, godiamoci Pecco e la Ducati.

Carlo Galati