Lame insanguinate

La caduta di Kamila Sellier nella finale dei 1500 metri di short track ai Giochi di Milano-Cortina non è soltanto un incidente di gara: è un campanello d’allarme. Uno di quelli che fanno tremare lo stomaco e obbligano a fermarsi un istante, oltre il risultato, oltre la classifica. Perché quando in pista entrano le lame, non esiste margine per la leggerezza.

L’atleta polacca ha rischiato di perdere un occhio dopo l’impatto con il pattino dell’americana Santos-Griswold. Orbita colpita, guancia ferita, testa contro il ghiaccio: immagini che hanno gelato il pubblico prima ancora della pista. È andata bene, se così si può dire. Ma poteva finire molto peggio. E proprio qui nasce la riflessione che lo short track non può più rimandare: la protezione totale delle atlete non è un dettaglio tecnico, è una necessità.

Negli anni la sicurezza ha fatto passi enormi, tra caschi, guanti rinforzati e tute anti-taglio. Eppure il volto resta la zona più esposta. La visiera integrale anti-lama esiste, viene utilizzata soprattutto da alcune atlete olandesi, ma non è obbligatoria. Le ragioni sono note: visibilità periferica, dinamica di gara, il bisogno di percepire ogni movimento in spazi dove si viaggia a quasi 50 chilometri orari. Una maschera può limitare, appannarsi, pesare. Ma può anche salvare un volto.

Lo short track è uno sport di contatto involontario, fatto di traiettorie incrociate e centimetri. Qui il pericolo non arriva da un disco o da una pallina, ma dalle lame. Affilate, velocissime, imprevedibili. E quando la fortuna decide di non intervenire, il rischio diventa tragedia.

Per questo l’incidente di Sellier deve lasciare un segno. Non per generare paura, ma consapevolezza. Abituarsi a una protezione integrale, studiarla meglio, renderla compatibile con la prestazione: è una strada che federazioni e atlete devono percorrere insieme. Perché il talento merita libertà, ma prima ancora merita sicurezza. Con le lame non si scherza. E lo sport, per continuare a essere spettacolo, deve saper proteggere chi lo rende possibile.