Vittoria gIGAntesca

La palla di Jabeur è lunga, il suo dritto si spegne oltre la linea di fondo. È il punto finale in favore di Iga Swiatek che crolla al suolo guardando verso l’alto e sorridendo con gli occhi di chi sa di aver compiuto un percorso che la legittima, non solo come numero uno al mondo, ma come giocatrice che ambisce ad essere tra le più grandi di questo sport.

E se nel tennis femminile l’impresa estemporanea è di casa, leggasi Andreescu, Stephens o Raducanu, la vittoria di Iga ha il sapore diverso di chi ha impresso un marchio importante che va oltre la vittoria del terzo Slam, dopo i due conquistati a Parigi. Ha il sapore del possibile dominio di un circuito orfano di una capofila attendibile, dopo il ritiro di Ashley Barty.

Iga non solo ha il gioco giusto per fare questo, ne ha anche le fattezze, il volto: delicato, gentile, sorridente ma deciso a raggiungere quegli obiettivi che le permetterebbero non solo di vincere ma di sedere al tavolo delle più grandi. Le possibilità ci sono, le vittorie arrivano. Impossibile non pensarci.

Carlo Galati

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