Roland Garros, day 7: i match da seguire

Abbiamo ancora negli occhi due partite che ci hanno riscaldato il cuore, oltre che l’anima. Partite che vi abbiamo consigliato ieri (in realtà solo Musetti ma, per non sembrare troppo sovranisti dal punto di vista tennistico, abbiamo glissato su Sonego) e che hanno fatto vedere quanto variegato sia il panorama tennistico italiano. Ciò detto, siamo giunti al day 7 del Roland Garros: il proverbiale giro di boa è arrivato. Diminuiscono i match, aumentano le possibilità di consigliarvi male. Perciò, veniamo a noi:

Nishioka-Seyboth Wild: la prima domanda è: questo ragazzo brasiliano dove vuole arrivare? Ha battuto Medveded, ha battuto Pella, ha per le mani la possibilità di poter arrivare molto in avanti in un lato del tabellone piuttosto scevra da vincitori annunciati. Stesso discorso ovviamente per il ragazzo giapponese, ma con meno possibilità per quello visto in campo finora. 

Altmaier-Dimitrov: ci fosse stato Sinner opposto ad uno dei maestri incoronati a Londra, ne saremmo stati più lieti ma comunque la guarderemo; certo magari non con gli stessi occhi ma comunque con interesse. Il bulgaro soprattutto ha la possibilità di tornare a determinati livelli smettendo di accontentarsi di vivere di bei ricordi. Anche loro nella parte di tabellone giusta.

Zverev-Tiafoe: e a proposito di tabellon, eccoci all’ultimo incontro che può contenere al suo interno tracce di semifinalista. Ora, e lo diciamo in maniera netta, se esiste un dio del tennis, sa benissimo cosa è successo su questi campi, proprio un anno fa ad uno dei due contendenti che ha un conto apertissimo con i se e i ma. Riflettori spenti su Sasha, c’è da battere un ragazzotto americano prima.

Andreeva-Gauff: in conferenza stampa, dopo aver vinto il suo match con Parry, la giovane russa ha dichiarato di voler vincere più slam di Djokovic. Insomma quando si dice avere le idee chiare è questa roba qui. Glielo auguriamo anche perché gioca piuttosto bene. C’è da convincere una certa Coco Gauff però prima di arrampicarsi verso i sogni. 

Cocciaretto-Pera: non ci sarà un commento tecnico, ma soltanto un modo per dire ad Elisabetta che non può fermarsi adesso. C’è ancora strada da fare.

Carlo Galati

Roland Garros, day 6: i match da seguire

Siamo giunti al terzo turno del secondo Slam dell’anno, con la soddisfazione di un nutrito gruppo di italiani ancora in gara, ma con l’amarezza di aver perso per strada quello su cui maggiormente erano puntati i riflettori. Ma la vita va avanti e fortunatamente anche il tennis ed in questi giorni di bel tennis ne stiamo vedendo parecchio, assistiti come siamo, in casa e on site, dal dio sole che sta permettendo il regolare svolgimento dei match. Giove pluvio aveva già assistito Roma. Siamo al day 6 e dunque, veniamo a noi:

Khachanov-Kokkinakis: Karen a Parigi ha sempre giocato bene. A memoria chi lo ha battuto lo ha fatto perché era più forte di lui (Djokovic, Alcaraz, Thiem…) e non per inferiorità temporanea del russo. Kokkinakis ha battuto Wawrinka in una delle maratone di questo RG, dimostrando di poter stare a determinati livelli sulla terra rossa. Sarà un bel match.

Musetti-Norrie: senza pressione Muso. Tutta Italia ti guarderà convinta che possa trovare in te il campione dei campioni, il vendicatore dei vinti, il giustiziere del pel di carota. Il percorso è lungo e tortuoso e passa da Cam Norrie, giocatore che se in giornata di grazia è in grado di mettere in difficoltà chiunque: finora ha vinto ma non convito.

Alcaraz-Shapovalov: la sfida tra una promessa che è diventata certezza e una promessa che certamente non sarà nel firmamento dei più grandi. Ma che possiamo farci, il buon Shapo ha dei colpi e delle movenze che quando non sono fini a se stesse entusiasmano per la bellezza. Dell’altro ragazzotto sappiamo (quasi) tutto. 

Blinkova-Svitolina: Blinkova è per il grande pubblico la carneade che ha battuto Garcia. Chi è costei? Una giocatrice che gioca un tennis basico ma efficace sulla terra. Sarà un osso dura per Svitolina che sta, pian pianino, risalendo la china. Ps: che il match si giochi tra una russa ed un’ucraina non ci interessa nulla (lo diciamo in modo da sgomberare il campo da dietrologie).

Mertens-Pegula: Match che sembrerebbe a senso unico, già vinto dall’americana ma…Mertens nei precedenti due incontri l’ha sempre battuta. E’ vero, sempre sul cemento outdoor, ma vorra pur dir qualcosa, o no?!

Carlo Galati

Roland Garros day 5: i match da seguire

Abbiamo visto talmente tanto tennis e talmente tante partite terminate al quinto set che potremmo già essere soddisfatti così, chiudere questa rubrica e dedicarci ad altre amenità. Qualcuno potrebbe esserne contento, noi forse più di tutti, ma non ci piace lasciare le cose a metà e poi volevamo vedere la fine della pantomima di Monfils iniziata ieri sera. Ed a tal proposito, veniamo a noi:

Monfils-Rune: sembra paradossale iniziare con una partita che non ci sarà ma avremmo voluto vederla. Ce la saremmo gustata perché Rune non è Baez e certi atteggiamenti il ragazzo francese li avrebbe pagati più a caro prezzo. Peccato.

Karatsev-Tiafoe: i puristi del bel gioco potrebbero storcere il naso, ma siamo molto attratti da questo match, vuoi perché Aslan, uscito dal giro che conta, si è rimesso a giocare e vincere partite su partite, soprattutto su terra e ripartendo dalle qualificazioni, sia perché al contrario l’americano sembra non beccarne una su terra. Quindi nonostante il divario di classifica ci aspettiamo un match al quinto. L’ennesimo.

Sinner-Altmaier: indichiamo questa partita per due motivi: il primo, vogliamo vedere se le carote seguiranno Sinner per tutto il torneo o sono già tornate a casa, il secondo perché da queste partite si può capire molto di un torneo. Soprattutto un torneo dello Slam. E Sinner ha un’opportunità che deve sfruttare.

Cocciaretto-Walters: come sopra. Per Cocciaretto è un’occasione da sfruttare per continuare ad avanzare nel tabellone principale di uno Slam, accumulando punti ed esperienza (chi ha detto soldi!?…). Parte favorita nell’incontro con Walters, ma deve evitare cali di concentrazione.

Swiatek-Liu: questa la consigliamo perché al quinto giorno non abbiamo parlato ancora della campionessa in carica. Nonn che il match in se per se sia particolarmente ricco di chissà quali aspettative ma, viste le altre partite non c’è null’altro che avremmo potuto consigliarvi e quando è così, Iga è sempre una buona scelta.

Carlo Galati

Roland Garros, day 4: i match da seguire

Tanta è l’abbondanza, che ci sono giorni in cui si fa fatica a selezionare cinque match da proporre ai 25 lettori (non uno più di quelli del Manzoni) che leggono questa appassionante rubrica, l’unica che vi consiglia match e che non scommette un euro sugli stessi. Ma questa è un’altra storia. Tornando alla storia tennistica, anche nel day 4 di Parigi, vi sono diversi gli incontro che catturano la nostra attenzione: ne abbiamo selezionati cinque ma vi parliamo in maniera sincera, se paragonati a Purcell-Thompson di ieri, ci vergogniamo un po’. Detto questo, veniamo a noi:

Sonego-Humbert: abbiamo ancora negli occhi il match di qualche settimana fa a Montecarlo. Uno di quei match che esaltano il pubblico, i giocatori e, tra i due, quello che più trae forza dall’arena urlante. Fu Sonego ad avere la meglio. Ma due su tre è quasi un altro sport rispetto al tre su cinque e questa volta il giovane Ugo gioca in casa. 

Wawrinka-Kokkinakis: è partita impronosticabile e, forse per questo, maledettamente affascinante. Due giocatori totalmente diversi, per stile di gioco, per carriera, per attitudine alla terra, ma legati dal filo sottile dell’imprevedibilità. Qualche anno fa non ci sarebbe stato match, oggi passa tutto per le condizioni fisiche di Stan. 

Arnaldi-Shapovalov: saremmo folli, o forse semplicemente scostumati nel senso più lato possibile, eppure riteniamo che il giovane Matteo abbiamo qualche possibilità di far suo un match che magari qualche osservatore estero vedrebbe a senso unico (direzione Canada). E poi solo qualche giorno fa è successo già che l’Italia battesse il Canada. Repetita iuvant. 

Giorgi-Pegula: sono passati 12 anni dal loro primo incontro tennistico, l’ultimo di qualche settimana fa ad Indian Wells dove a vincere è stata l’americana in un match tirato e combattuto fino all’ultimo punto. Vengono da un primo turno piuttosto convincente per entrambe. Pronostico a favore dell’americana ma…

Errani-Begu: la consigliamo perché sappiamo cosa prova Errani in questi giorni e la tempesta emozionale che la avvolge. Il match sulla carta è chiuso, ma se fosse deciso tutto a tavolino non saremmo qui a scrivervi. 

Carlo Galati

Roland Garros, day 3: i match da seguire

Le prime due giornate sono andate piuttosto bene: i nostri atleti, maschietti e femminucce, tengono alto il vessillo tricolore, i match che vi abbiamo consigliato nei giorni precedenti, sono effettivamente stati dei bei match; insomma, abbiamo tutto da perdere nel proseguire a consigliarvi qualcosa su cui oggi, neanche all’interno della nostra stessa redazione, siamo riusciti a trovare facilmente un punto comune. E non perché vi siano troppe partite di altissimo spessore, in questo day 3, anzi…ma, qualcuno questo ardimentoso compito dovrà pur assolverlo e quindi, veniamo a noi:

  • Bronzetti-Jabeur: da una parte una giocatrice che in fiducia, fresca vincitrice di un torneo su terra rossa, dall’altra una perenne ricerca dell’eccellenza e di quel salto di qualità definitivo verso l’olimpo, solo assaporato nel 2022. Due stili di gioco diversi: più regolare l’azzurra, più variegato la tunisina. Per essere un primo turno, è tanta roba. Ps: lo scorso anno Jabeur venne eliminata al primo turno.
  • Azarenka-Andreescu: in campo tre titoli dello Slam. Anche qui, senza voler essere pedanti, non male per essere un primo turno. E’ vero, la giocatrice canadese, dopo quella vittoria agli Us Open, non ha più visto la luce della gloria, ed è vero che Azarenza, dopo la semifinale di quest’anno in Australia, non ha più brillato, però signori della corte, se hanno voglia di divertirsi, divertendo, sono ancora in grado di accendere lo show. Anche perché sfidiamo a trovare un’alternativa all’altezza in giro per i campi.
  • Purcell-Thompson: se non fossimo addentro alle cose del tennis potremmo tranquillamente scambiare questi due giovanotti, come turisti in vacanza nel vecchio continente, a raccogliere le gioie della vita francese. Eppure, giocano a tennis. E alle volte anche piuttosto bene.
  • Bublik-Zeppieri: in mancanza di alternative significative, uno sguardo a questo match lo si può e deve dare. Bublik nel bene e nel male è sempre bello da vedere, Zeppieri viene da qualificazioni impeccabili. Match non scontato.
  • Monfils-Baez: il signor Svitolina incontra uno dei più interessanti prospetti del Sud America in quello che potrebbe essere l’ultimo RG della sua carriera. Partita da seguire.
    Carlo Galati

Roland Garros, day 2: i match da seguire

Eravamo un po’ dubbiosi sul da farsi: difficile consigliare qualcosa da un menù così vasto ed eterogeneo, ma visto l’andamento del Day 1 e dei risultati delle partite consigliate, come dicono a certe latitudini, pas mal. Questa volta la scelta delle partite è stata più semplice e attenzione, non figlia di nessun tipo di sovranismo tennistico (non si sa mai…meglio specificare). Detto questo, veniamo a noi:

  • FAA-Fognini: ti vedo scritto su tutti i muri, ogni Renault mi parla di te. Il canadese è uomo copertina della casa automobilistica francese, uno dei main sponsor del torneo. Il suo volto è ovunque, se fosse subito eliminato dal torneo per mano del vecchio leone italico, sarebbe di sicuro un qualcosa di non gradito. Se Fabio ha voglia, lo può mettere in difficoltà e magari creare qualche scompenso a qualcuno.
  • Wawrinka-Ramos Vinolas: Stan, caro vecchio Stan. Quante ne hai viste su quei campi e chissà quanti ne vedrai di tennisti che non hanno vinto mai. Lo spagnolo è uno di questi, ma il match è di sicuro interesse soprattutto perché è nelle corde dello svizzero. Dipende da lui. Vedremo.
  • Sinner-Muller: campo centrale, sessione notturna affrontando un francese. Senza pressione caro Jannik. Se ci chiedete il perché vederla, crediamo di avervi dato già parecchi spunti. 
  • Kvitova-Cocciaretto: ecco qui siamo in difficoltà. Siamo fan di Petra da tempo immemore e della Cocciaretto da quando l’abbiamo vista giocare in Fed Cup. Per essere un primo turno è una partita molto interessante che può riservare sorprese; la ceca è decisamente più forte rispetto a Cocciaretto. Dispone di più armi durante il match ed ha esperienza da vendere, ma su terra rossa outdoor ha giocato un solo match quest’anno, perdendo al primo turno a Madrid. C’è match.
  • Trevisan-Svitolina: è per distacco, a nostro sindacabile giudizio, forse la partita più interessante del giorno, tra una ex top ten, rientrata nel giro che conta da poco (vincendo), dopo la maternità e una giocatrice che, non più tardi di un anno fa, ha disputato la semifinale su questi campi. Il pronostico è apertissimo, ma la signora Monfils potrà contare sul sostegno del pubblico di casa.

Carlo Galati

Roland Garros, day 1: i match da seguire

Ed eccoci nuovamente qui. Il ritorno di questa rubrica, dedita agli Slam, che vi consiglia i migliori cinque match (fino a quando possibile ovviamente) è tornata a furor di popolo. La pressione è tanta, cercheremo di non deludervi. Il primo turno di uno Slam è come entrare da Walmart o da Harrod’s durante il Black Friday: vorresti avere tutto, ma i soldi sono quelli che sono. Ecco sostituite i soldi con il tempo ed il gioco è fatto. Secondo il nostro assolutamente sindacabile giudizio, le partite da seguire nel day 1 del Roland Garros 2023:

  • Arnaldi-Galan: Arnaldi è in questo momento il nostro Matteo di punta. E’ reduce da un periodo in cui ha battuto gente come Ruud a Madrid e Schwartzman a Roma, sbocciando come la primavera fa con i fiori. Galan è un osso duro, terraiolo come tutti quelli che provengono da quelle latitudini. Arnaldi favorito ma può pagare lo scotto dell’inesperienza del 3 su 5.
  • Shelton-Sonego: probabilmente tra tutte quelle che vi segnaleremo oggi, è la partita che promette di più. Il giovane Ben è l’astro nascente del tennis a stelle e strisce. Lorenzo è uno che quando gioca sulla superfice color granata, dà il meglio. Un solo precedente tra i due: Cincinnati nel 2022. Vinse Ben. A Parigi sarà un’altra storia.
  • Musetti-Ymer: potenzialmente pericolosissima. Lorenzo è uno che, se gli prendono i cinque minuti, può tirare giù tutto il firmamento, Ymer è reduce dall’aver distrutto una racchetta contro la sedia dell’arbitro, che gli è valso l’allontanato dal torneo di Lione. Per quanto riguarda il match in se per se, Lorenzo può entusiasmare da subito.
  • Collins-Pegula: avremmo voluto scrivere di Mannarino-Humbert, perculando un po’ gli amici francesi, ma ci hanno riportato a più miti consigli e quindi, passando al lato femminile del torneo, il consiglio è quello di seguire Collins-Pegula. Sempre di derby si tratta ma con minore grandeur francese a modificarne il pathos.
  • Errani-Tiechmann: Sappiamo di aver scelto questo match principalmente perché è sempre bello rivedere Sara sulla terra di Parigi. Certi ricordi sono indelebili. Il pronostico sembra chiuso, ma le stimmate della giocatrice che fu sono ancora su Sara.

Carlo Galati

Roglic, quella salita verso il titolo

Primoz Roglic ricorderà per sempre il Monte Mussari e la sua salita. Conquistata, vinta e con essa il Giro d’Italia. È infatti la cronoscalata della penultima tappa quella che ha deciso il re dell’edizione numero 106 della corsa rosa. Un re giusto, un re che fa suo uno scettro e una corona contesa fino all’ultimo con Geraint Thomas.

Impetuosa la sua salita verso la cima, lo sloveno ha vinto con il tempo di 44’23” e nonostante un incidente meccanico che ha causato un salto di catena e un’inevitabile rallentamento, il corridore della Jumbo si è esaltato pedalando sempre con estrema agilità, ha recuperato il distacco che lo separava da Geraint Thomas ed ha conquistato tappa e Giro.

Roglic ha firmato la sua impresa, conclusa in larime con l’abbraccio di tutti i suoi compagni di squadra, che sono rimasti al traguardo aspettando il loro capitano. L’uomo che aveva perso un Tour de France in una cronoscalata incredibile a La Planche des Belles Filles vince il Giro d’Italia con una cronoscalata incredibile a Monte Lussari, riprendendosi moralmente e pariteticamente qualcosa che gli era stato tolto. Le leggi non scritte dello sport hanno nuovamente segnato il passo.

Carlo Galati

Il momento in cui Bou Samnang ha spiegato perché

Quante volte ci siamo chiesti il motivo per cui continuare, perseverando consapevolmente, nel voler raggiungere qualcosa che apparentemente sembra impossibile da afferrare, combattendo contro quel mostro che dentro ognuno di noi ci dice di fermarci. Di non proseguire. Cinquemila metri di corsa sotto una pioggia torrenziale sarebbero un buon motivo per ascoltarlo quel mostro e rispondere a quella domanda. Non c’è nessun motivo per continuare.

Non per Bou Samnang, atleta cambogiana che nella pista d’atletica blu dello stadio di casa, il Morodok Techno National Stadium di Phnom Penh, ha vissuto in questa ambientazione quasi apocalittica, la gara dei 5000 metri femminili di atletica leggera della 32esima edizione dei Giochi del Sudest Asiatico, arrivando ultima ad oltre cinque minuti di distanza dalla vincitrice della gara. Ma gli applausi sono per lei, piccola e coraggiosa padrona di casa, che con tutto l’orgoglio dell’atleta ha dato un senso vero a qualcosa che un senso sembra non averlo.

Samnang corre da sola in pista con il pettorale 401, è completamente fradicia e appare visibilmente provata dalla fatica. Eppure non si arrende, supera l’ultima curva e taglia il traguardo. Piange lei, piange il cielo, per la giusta emozione che un’impresa del genere può regalare. A lei e a tutti noi che abbiamo visto un piccola ragazza cambogiana, spiegarci il senso dello sport e anche il senso della vita.

Carlo Galati

Lo merita Parisse, lo merita il rugby italiano

Una bandiera tricolore sventola nel cielo di Dublino, un cielo che ha visto le lacrime di tanti che, con la palla ovale tra le mani, hanno gioito, hanno pianto, hanno riso e sofferto. Insomma, hanno vissuto. Il cielo di Dublino ha visto il volto felice di Sergio Parisse, Capitan Parisse, che alla soglia dei 40 anni ha trascinato il suo Tolone al successo sugli scozzesi del Glasgow nella finale di Challenge Cup con un inequivocabile 49-13, giocando per 69 minuti e marcando una delle sei mete finali.

Festeggia Parisse, cingendo quel tricolore che con la maglia azzurra ha difeso per anni fino all’ultima apparizione nella coppa del mondo giocata in Giappone nel 2018. Ci torneremo. Per il terzo centro, quella di Dublino potrebbe essere l’ultima apparizione in campo internazionale. Sì, perché Parisse non è nella lista dei 46 giocatori presi in considerazione dal c.t. Kieran Crowley per la prossima Coppa del Mondo. E La scelta appare incomprensibile.

Incomprensibile non perché Parisse goda di chissà quale privilegio, ma perché le motivazioni dell’esclusione, sembrano essere di natura tecnica: incomprensibile, appunto. Anche se l’ultima delle sue 142 presenze-record in azzurro (92 da capitano) risale a quattro stagioni fa e alla rassegna iridata giapponese, averlo in gruppo non sarebbe un omaggio al campione che è e che è stato, non sarebbe il modo per regalargli un giusto riconoscimento (nessuno ha mai giocato 6 RWC), ma rappresenterebbe un esempio per un gruppo giovane che vuole far cambiare marcia al rugby italiano. Parisse merita di entrare nella storia, Parisse merita di essere in Francia, a 21 anni di distanza da quell’esordio in Nuova Zelanda, semplicemente perché lo merita il rugby italiano che ha difeso in questi anni con onore e orgoglio. Fino all’ultima volta, sotto il cielo di Dublino.

Carlo Galati