
A pochi giorni dal fischio d’inizio di Euro 2025, la nazionale femminile svizzera si ritrova al centro di quella che è un’umiliazione. In un’amichevole a porte chiuse le ragazze elvetiche sono state battute 7-1 dalla formazione Under 15 del Lucerna. La partita era nata come un allenamento congiunto “top secret”, lontano da telecamere e taccuini, ma a rompere il silenzio ci ha pensato un giovane calciatore del Lucerna, entusiasta e incauto, che ha pubblicato tutto sui social, compreso il risultato.
Una figuraccia in piena regola, resa ancor più rumorosa dal silenzio che la federazione svizzera avrebbe voluto imporre. Invece, in poche ore, il caso ha fatto il giro dei media elvetici e non solo, scoperchiando non solo una défaillance tecnica ma anche una questione più ampia, e certamente più spinosa.
Perché tra le voci più note e attive del calcio femminile svizzero c’è Alisha Lehmann, volto noto anche fuori dal rettangolo verde, influencer da milioni di follower e, soprattutto, protagonista di numerose battaglie per la parità salariale tra uomini e donne nello sport. Lehmann – come tante altre colleghe nel mondo – ha chiesto pubblicamente che alle calciatrici venga riconosciuta dignità economica, pari attenzione e rispetto. Un tema giusto, urgente, necessario.
Questo scivolone con dei ragazzi di 14 anni riporta tutti bruscamente con i piedi per terra. Non si tratta di usare un singolo risultato per sminuire anni di crescita, professionalità e sacrifici del calcio femminile. Tuttavia nascono interrogativi a cui non si può sfuggire: quanto è realistico chiedere parità salariale in un contesto dove le prestazioni (e l’interesse di pubblico, sponsor e media) restano oggettivamente molto differenti?
La questione non è tanto se un’Under 15 maschile possa battere una nazionale senior femminile, quanto l’atteggiamento con cui si cerca di coprire il fatto, quasi a temere il giudizio. E invece servirebbe onestà, lucidità, programmazione. Perché se Euro 2025 sarà un’occasione di svolta per il calcio femminile, allora servono sì diritti e visibilità, ma anche prestazioni all’altezza. Le figuracce sono sempre dietro l’angolo.
Carlo Galati






