
Potrà sembrare strano di fronte a una sconfitta, ma ci piace da morire Jacobs fuori dalla finale dei 100 metri ai Mondiali, quinto col personale stagionale di 10’’05.
Ne avete parlato come di un fenomeno da laboratorio, uno che vince le Olimpiadi chissà come e poi sparisce nel nulla, con quel misto di complottismo e autolesionismo tipico dell’Italiano critico da poltrona e birra ghiacciata.
Sospetti di doping basati sul nulla, mentre i suoi avversari finivano dietro la lavagna controllo dopo controllo.
E invece Marcel è lì, ai blocchi di partenza, umano fra i marziani, capace di metterci la faccia nonostante infortuni e disavventure di ogni tipo, poche gare sulle gambe e tutta la pressione del mondo.
Corre comunque molto velocemente, una delle migliori prestazioni italiane “all time” sui 100 metri, si migliora rispetto alle batterie, combatte e si ferma a un passo dalla finale.
Ci avrebbero stupito, francamente, miracoli senza i giusti passi di avvicinamento alla prestazione da record.
Va bene così.
Adesso appuntamento a Parigi, infortuni e gufi permettendo.





